24 ago 2011

Elisa nos envia un poema sobre el Gran Circo del Mundo

Los trapecistas

 

Los viste llegar, saliendo del colegio,

descargaban frenéticamente fardos,

ataban animales a los pinos,

y aireaban sus carros desgastados.

 

Ajenos al mar azul que los observaba

aquellos hombres musculados se movían

con gran agilidad, colocaban puntales

de hierro y atornillaban planchas metálicas

con una endiablada destreza;

 

las mujeres desplegaban toldos verdes

recibiendo, a modo de gritos, órdenes

que ignoraban su delicadeza femenina;

los músculos de sus brazos parecían cuerdas

trenzadas sobre sus finos huesos.

 

En sus ojos no se vislumbraba alegría

y me pareció que detrás de esa actividad

llena de voluntad que flotaba en sus rostros

se ocultaban unas almas errantes

sin objeto y sin destino.

 

Viejos levantadores de pesas y trapecistas

marchitos y arrugados, encogidos

dentro de una piel que parecía
haber contenido antaño, a otras personas

y ahora ya sólo tocaban el tambor

anunciando las maravillas del Gran Circo,

 

manipulaban cestos de mimbre

cargados de ropa mojada

y acercaban a los animales algo de forraje,

y, en un rincón un payaso tocaba

un viejo acordeón adelantándose a su función.

 

Tú, con la caída de la tarde,

como sólo la conocen las frutas,

te desprendías de tus lágrimas

con un sentimiento de piedad infinita

y nunca más, desde entonces,

volviste a pisar un circo.

 

                           Elisa R. Bach

21 ago 2011

La violencia gratuita: La crueldad de Hyosciamus

Hola a todos/as

Esta noche se ha subido a la web www.homeo-psycho.de  el capítulo 13 de "Niños a la Deriva". en este capítulo Elisa describe hasta qué punto puede llegar la crueldad y recomienda la medicina homeopática HYOSCIAMUS tanto para su tratamiento como para su prevención, sobre todo en la Cuarta Edad.

Leo P. Hermes

20 ago 2011

Versión italiana de Sara Viotti del primer capítulo del libro "tus medicinas"

Le tue medicine

 

INTRODUZIONE

 

Hai studiato biologia- lo so- in un periodo in cui la tua massima aspirazione era riuscire a insegnare in un vecchio buon liceo. Erano tempi che richiedevano impegno e disciplina, sebbene le materie di studio fossero più snelle e la parte pratica si limitasse alla dissezione di topi in laboratorio, all'osservazione della crescita delle lumache in cattività e, se si era fortunati, ad assistere allo studio delle acque sotterranee dei Pirenei.

 

La mancanza di prospettive per un futuro brillante non ti ha impedito di affrontare gli studi con entusiasmo, hai vissuto con gioia quei tempi difficili, sociologicamente parlando. Ti sei sposata, e, per molti anni, hai sperato con un'ansia infinita di diventare madre. Perse le speranze, tuo marito ti ha lasciata e sembrava la tua fine. Hai vissuto un inferno di quasi vent'anni di fumo, alcol e notti infestate da sogni mostruosi colmi di allucinazioni e incubi.  

 

Per fortuna, la vita è lunga e sei riuscita a vivere in un altro spazio, un altro tempo, un altro mondo. Ora sei nelle condizioni di dare senso al film della tua storia. Ora puoi scrivere il tuo entusiasmo o ciò che ne resta; sarebbe bello che altri potessero continuare i tuoi lavori con i bambini. Forse qualcuno saprà approfittare delle idee frutto della tua esperienza clinica, ma anche dei corsi gratuiti dell'Università della Miseria in cui ti sei laureata a pieni voti.

 

Capitolo 1. SALE COMUNE O SALE MARINO:

 

Solitaria e muta la spiaggia,

cinte di spuma le tempie,

gioca col vento a vedere

come scivola sulla sabbia,

residuo di rocce autunnali.

Nella bocca riarsa il sapore

del sale d'ogni mare

soffoca il gemito al vespro,

l'afonia viene a galla camminando.

 

Il sale lasciato dalla marea

dei giorni nel distruggersi

è dose d'amore di vita.

                                 Elisa R. Bach

 

 

Una volta Fermín mi chiamò da Shangai chiedendomi come sbarazzarsi di una diarrea persistente che lo prostrava obbligandolo a rimanere in albergo. Gli dissi di descrivermi tutto quello che aveva in frigo. In frigo c'era, tra l'altro (come in quasi tutti i minibar d'albergo) della spremuta d'arancia. Gli dissi di mischiare alla spremuta una cucchiaiata di sale e la diarrea saprì.

 

 Si sarebbe potuta usare anche una bibita alla cola che, in piccole dosi, avrebbe agito, anche se più lentamente…

 

Con il sale possiamo produrre molte medicine basate sulla sua proprietà d'assorbimento dell'acqua.Un'applicazione importanete ed utile è la preparazione di medicine contro la disidratazione. Vale la pena di dedicarle una piccola spiegazione.

 

Milioni di anni fa-probabilmente- la specie dalla quale veniamo viveva in acqua senza alcun problema come i pesci. Il mare primigenio era meno salino di quello odierno (circa 100 milioni di volte meno). I fiumi e i torrenti, proprio come oggi, vi depositarono poco a poco, per trascinamento, sali minerali fino ad aumentare la concentrazione di sale nelle acque marine a un livello tale da impedirvi la vita di molte specie. L'esistenza di mari così salati come il Mar Morto rafforza la tendenza di molte specie ad abbandonare l'ambiente marino in cerca d'acqua dolce, cioè meno salata

 

Un gran quantità di ricerche e la pratica clinica hanno dimostrato che l'equilibrio dei liquidi all'inetrno degli organismi viventi dipende dal sale. Uno squilibrio nella quantità e nella distribuzione del sale provoca numerosi sintomi, malattie o sindromi che alterano la salute.

 

Sono molti i segnali dell'alterazione del metabolismo del sale nell'organismo e un esperto clinico li riconosce senza difficoltà, ma molto prima che la salute sia compromessa è possibile osservare una fessura in mezzo al labbbro inferiore. Questo segno è già una dimostrazione del fatto che inizia ad esservi siccità (dididratazione) nelle mucose e nellapelle. In questo caso, possiamo già procedere a somministrare, in mancanza di aiuti sanitari, una medicina preparata dai noi stessi. 

La medicina più importante della vita

 

Si prendono 50 grani di sale comune (meglio se marino, per la sua composizione iodata) e si introducono in un litro d'acqua. Si agita bene la bottiglia o il recipeinete che contiene l'acqua , e il tutto è pronto per essere bevuto nell'arco del giorno. Il girno dopo, si preparerà un altro litro d'acqua e così via nei giorni seguenti. Non si deve conservare l'acqua così preparata per più di tre giorni e dev'essere sempre mantenuta in frigorifero.

 

L'acqua piovana distillata non è potabile se non viene trattata con sale nel modo descritto (in questo caso è raccomandabile diluire una quantità un po' superiore : circa 100 granio di sale per litro d'acqua). A Berlino di solito le persone bevono acqua del rubinetto e, di conseguenza, la disitratazione è molto diffusa. A Berlino, infatti, non ci sono montagne dalle quali possa fluire acqua mista a sali minerali.

 

Che cosa possiamo curare con il sale preparato in questo modo?

 

                  Problemi di denutrizione e dimagrimento (della parte alta del corpo) pur in presenza di appetito vorace.

                  Disitratazione nonostante ste intensa e desiderio di sale.

                  Stati psichici di iperemotività: depressione che si intensifica quando si cerca di concolare il soggetto. LA persona rifuggi il contatto umano e accetta invece positivamente un animale da compagnia.

·               Edemi localizzati e limitati: palpebre, dita, malleoli.

                  Frilosidad, sobre todo de las extremidades con aversión al calor.

                  Maleattie che si producono in riva al mare o al ritorno da un giorno alla spiaggia.

                  Anemia, dopo perdita idrica in soggetti pallidi e magri  (bioemazie con dendriti-ramificate)

                  Leucopenia da medicamento: chemioterapia.

                  Diabete insipido:  polidipsia, poliuria, dimagrimento.

                  Malattie della milza, di orgnani emato poietici.

                  Sintomatologia in seguito al massiccio assorbimento di chinino; effetti della malaria.

                  Cefalea pulsante; come un chiodo; con lacrimazione; a causa di caldo eccessivo.

                  Cefalea ed emicrania negli studenti.

                  Comparsa nel campo visivo di lampi o scintille.

                  Nevralgie facciali; del trigemino o d'Arnold.

                                                                                  Elisa R. Bach

 

SALE DI GLAUBER (Natrium sulfuricum) o Solfato di sodio

 

Mi son lavata i denti

con del sale di Glauber

per sbiancarli

e sono scesa in spiaggia.

Non mi andava

di tornare in Ospedale

 

Senza sapere dove andare

mi son sedura sulla sabbia

lo sguardo fisso

senza posa all'orizzonte;

in cielo luci rosse

si accendevano già,

mi sono alzata lentamente

e ho camminato sfiorando

per qualche istante

con i  piedi la calda acqua di luglio

di quell'estate di cobalto.

 

Con addosso gonna azzurra,

camicia bianca

e scarpe wamba rosse

mi son gettata in mare

come già Alfonsina Storni

e la mitica Virginia Wolf

ed era pure molto tardi.

 

Le luci dei pescatori

già affioravano sul mare affollato

e in acqua

ardevano le domande

e i loro strani silenzi.

 

Ho nuotato fino alla boa

Rossa, che si nasconde come il sole

Dall'altra parte delle barche.

 

Ormai vicina al filo dell'orizzionte,

solitaria e persa nel crepuscolo

avanzavo sempre di più in mare

sentendo l'incertezza

commuovermi

come l'entrare in una poesia

o in una lunga notte

d'amore sconosciuto.

 

Mi prendeva l'angoscia sapendo

Che laggiù il mare era profondo

Ma all'improvviso

La vidi sulle acque.

 

Una donna adulta,

dlla bellezza stanca,

la chioma bianca raccolta,

mi si avvicinava a nuoto,

a bracciate serene.

 

Sul suo volto un che di familiare,

pareva venire da qualche yacht vicino.

Incrociandomi,

sé fermata un momento

e m'ha gurdata negli ochhi:

Non son venuta a cercarti

-ha detto- sono di passaggio

cerco acqua più fredda.

 

Mi han svegliata il caldo,

uno strepito di voci

e il rumore di una moto

che passava in strada

attenta

a non investire qualcuno.

 

Era metà mattinata

Il cielo era pulito,

senza nubi, l'aria in calma,

il sole molto alto,

e il caldo rimbalzava sulla pelle

come su un bompresso in agosto.

 

Sono scesa a far colazione

Ai tavolini di un bar

Della passegita a mare

E ancor stordita comtemplavo

Il brulicare della gente.

 

Il mare era una tavola

Infestata di bagnanti

E sulla sabbia in fuoco

Giacevano cento corpi

A arrostirsi sotto il sole.

 

Non era mio

Il nome dell'annegata

Sulla prima pagina

Del quotidiano locale

                                                       Elisa R. Bach

 

Negli anni settanta, come in altri tempi, tutte le sere sulle spiagge della Costa Brava c'erano storie divertenti e barzellette. Era un tempo di ottimismo in cui i campeggiatori facevano a gara per mettere la gente di buon umore. I turisti stranieri erano accolti molto bene. La gente aveva sete di conoscere e condividere la vita di tutti. 

 

In una di quelle notti dell'estate del '76, quando il fresco della notte cominciava ad accarezzare le pelli abbronzate e ardenti, i campeggiatori si stavano avvicinando al piccolo gruppo che si riconosceva dalle risate che contagiavano l'ambiente di quell'angolo del campeggio. Prima di dare inizio  al Circolo del Buonumore, qualcuno chiese a una dottoressa cosa poteva fare per curarsi la  dentatura malridotta. La risposta fu semplice e non ammetteva repliche : il miglior dentifricio è l'acqua di mare (acqua salata). Da quella notte tutti i campeggiatori si lavavano i denti in mare.  

 

La dottoressa diede maggiori informazioni a chi le faceva domande, curioso di sapere se andassero bene anche altri sali. E venne del tutto sconsigliato con forza il bicarbonato di sodio, dato che ingialliva i denti, e anche l'uso sbiancante del sale di Galuber (solfato di sodio) a causa dei suoi effetti tossici (diarree, ecc.).

                                      

Comentarios sobre los medicamentos para antes del parto

"…El suplemento extra que salió este domingo con La Voz1 publica un reportaje sobre homeopatía. Está bastante bien, el médico entrevistado comenta que hay dos oncólogos hindúes que están aplicando tratamiento homeopático en el cáncer con resultados muy eficaces. Estoy encantada con lo que he aprendido en las novelas de  Elisa y en la página  homeo-psycho; también contenta por los adeptos que está ganando este tipo de terapia. Me olvidaba, el capítulo 12 de "Niños a la deriva", otro más que me ha gustado mucho…" Fuensanta

1)      La Voz (periódico de Galicia. ¿De A Coruña?)

 

"…La angustia que siente Elisa antes del parto me ha recordado los temores que tuve en circunstancias parecidas, en mi caso, sin problemas de soledad. El miedo a lo desconocido y a la responsabilidad de ser madre me producían mucho agobio. Después de esa especie de milagro que siempre es un parto, mi incertidumbre se transformó en la mayor de mis ilusiones, la misma que va a sentir nuestra narradora…" Marta

"…El poema de esta semana está muy bien como complemento del texto en prosa. Sin embargo, para enlazar el aire fresco, la brisa, con el huracán de viento que está en los pulmones, no me acaba de gustar el verso "me parece que voy a estornudar flores", aunque a la poeta, el cambio le pueda provocar un serio resfriado…" Santiago

 

"…A pesar de haber bebido mucho, la protagonista hace un análisis de la convivencia con su "respetable" marido que demuestra una gran lucidez mental. La decisión de haber elegido una vida menos cómoda pero más libre la llevará a consultar algunas veces "El Manual de la Soledad",  pero será con mucha menos frecuencia que la que le imponía su relación con él… Marius

 

 "…Me parecen muy interesantes los cuatro medicamentos que se indican en este capítulo para mejorar la calidad de vida de muchas mujeres que pasan por esa  situación…" Un homeópata principiante

15 ago 2011

Elisa envia un poema desde Sant Antonio de Calonge (Costa Brava)

Como un caballo de Troya

 

Llevas la muerte

dentro de ti como un caballo de Troya

que recogiste

en una playa mediterránea

de una Barcelona que no olvidas;

la desafías

cuando te levantas y almuerzas,

cuando subes a tu auto

o tomas el aromático primer café del día.

 

Gozas de salud un día más

y das las gracias

por vivir en el mejor de los mundos

y con desmesura te dices que le amas.

 

Sabes que pueden venir días

quizá más tristes en que te sentarás

alrededor de una mesa para recordar

con los tuyos que fuisteis todos felices

en largas mañanas de verano

coronadas de risas.

 

Te sientes amada y eres para alguien

la Dama de sus Sueños. Te sientes

como el coral que emerge del fondo del mar

en un último esfuerzo por seguir respirando

la brisa marina cargada de sal yodada

y oxígeno como el de sus besos.

 

Llegará el invierno

y Él envejecerá esperándote,

y durante ese tiempo serás

su dulce recuerdo

y la inmensa alegría

de haberte tenido en sus brazos.

                                Joan R. Riera

13 ago 2011

Elisa nos envía un poema sobre los recuerdps de su infancia en Cadaqués

Domingo en Cadaqués

 

Era domingo.

Un domingo en el que la luz del sol

compensa la melancolía continuada

del aire marino del otoño de Cadaqués;

la tranquilidad flotaba en el aire

como aire en el viento y el sol

calentaba como una caricia mi pecho.

 

En la playa había mucho trabajo,

la brea impermeabilizaba la barca

y mis ojos seguían como por encanto

el contorno de las velas y el compás

de la olas murmuraba en mis oídos.

 

Las mujeres enredaban sus fuertes manos

en finas cuerdas excepto mi madre

que cantaba una canción.

Mi hermana la tatareaba para aprenderla.

Y yo, como todo me parecía bien

callaba, miraba al cielo

y lo sentía todo como un sueño.

 

Mi hermano corría por la playa

con un remo entre las piernas

a modo de caballo que imaginariamente

lo transportaba al galope junto al mar.

Como siempre, necesitaba movimiento
para calmar sus demonios.

 

El sol estaba bastante alto

cuando una sombra familiar se inclinó

para besarme,

yo extendí mi diminuta mano,

la arena se quedó muda y por un momento

el rumor de las olas desapareció

como un verano tras una tormenta.

 

Mi padre tomaba mi mano

con la misma suavidad que el maletín

que llevaba en la otra

del que no se separaba nunca

como si en él llevara un tesoro.

 

Dentro del galeno maletín

llevaba un termómetro,

un fonendo, un estuche de cuero

que contenía unos misteriosos tubitos

de cristal con tapones de corcho

y dos cuadernos de papel cuadriculado envejecidos por el uso.

 

Lo recuerdo como si fuera hoy;

batido como acantilado

por el oleaje del duro trabajo

al que se entregaba a todas horas

y con palabras que podrían asombrar

a las propias palabras nos conducía

a mundos esperanzadores.

 

Nos enseñaba a mirar las velas

y los mástiles en el horizonte.

                                        Elisa R. Bach    

12 ago 2011

El deseo de escapar de una situación difícil. Antes del parto.

Hola a todos/as

Mañana se subirá a la web www.homeo-psycho.de el capítulo 12 de la novela "NIÑOS A LA DERIVA" en el que Elisa describe una situación difícil de la que muchas mujeres desean o han deseado escapar: la angustia y miedo que se puede sentir antes del parto.

                                                                                                        Leo P. Hermes

11 ago 2011

Enuresis del niño.

Hola a todos/as

En el capítulo 11 de los "NIÑOS A LA DERIVA" que se ha subido esta semana a la web www.homeo-psycho.de Elisa recomienda la medicina Causticum para la enuresis del niño. También se comenta el problema de las personas que planifican el suicidio.

He aquí algunos comentarios:

"…Mi hijos padecieron todos ellos ese problema y una de las maneras que encontramos para combatirla es pensar (y decirles) que esos niños tienen un crecimiento (intelectual y físico) lento y que pasados algunos años se olvidará el problema…" Ramona

"…Esta semana, después de haber leído el once de "Niños a la deriva", abrí los capítulos de "La chica de Kiefholzstrasse", porque algo del personaje del relojero me resultaba familiar. Pues bien, en el capítulo 23 de La Chica encontré a Jens, también relojero, vegetariano a su manera, avaro, maniático del orden y egoísta: es el de olor a cadáver que yo relacionaba con el padre de los Niños cantores. Aunque no se trate exactamente del mismo arquetipo, sí me ha gustado comprobar que el Arsenicum Album 200 sea recomendado en ambos casos. Muy bien Elisa, no se te puede pillar..." Un Doctor crítico con la homeopatía

 

"…El poema "Hace calor y hoy es domingo" me ha gustado mucho, refleja perfectamente la sensación de vacío que puede atacar un domingo determinado en cualquier lugar. Comparto igualmente que la música es ideal para llenar esos momentos de soledad que, no siempre, el sol y el calor de un día de agosto logran evitar…" La Profe de Mates

 

"…Me gusta es forma de escribir. Las historias de  los Niños son contadas por Elisa de una forma tal que los convierte a todos en encantadores. Los hermanos de esta semana, mediante una  sencilla descripción que alude simplemente a sus ojos rasgados, al aumento de besos en la despedida y al pacto del relato-canción, también me han conquistado…" Marta

 

"…La comparación del resentimiento del relojero con un fusil de barro que dispara sin descanso, no tiene desperdicio; es una imagen graciosa que lo define muy bien…" Santiago.

 

Selección de comentarios de Leo P. Hermes

10 ago 2011

Agotamiento por exceso de estudio y la necesidad de sexo por trabajar con el microscopio. del cap. 10 de "Niños a la Deriva"

"…Resulta muy veraniego el capítulo 10, no por el exceso de estudio que tiene que hacer Elisa, sino por el aire tan generosamente cálido (aquí hace frío) que envuelve toda la narración. Me gusta todo ese futuro próximo que crea la protagonista…" Carmen

 

"…No me encaja en la personalidad de Elisa el permitir que su hijo pase las vacaciones en un internado: una mujer inteligente, sensible y luchadora, ¿cómo es posible? ¿habrá sido el exceso de trabajo?. Tal vez existan razones que se me están escapando... ¡más enigmas!. Continuaré la investigación con la lectura de los siguientes capítulos…" Marta

 

"…Me ha sorprendido que el trabajo con microscopio dispare la imaginación de la narradora hasta el punto que describe y,  tal vez menos chocante, que comente abiertamente la necesidad de tener un señor a su lado. Este tipo de exigencia, que se da en ambos sexos, siempre ha sido muy jaleada por los hombres y me parece fenomenal que una mujer con esa edad también lo publique sin ningún tipo de tabú. Todo muy bien, con el final "seguir soñando..."  que considero una maravillosa terapia…" Fuensanta

 

"…Los comportamientos y sensaciones que nos asaltan tras el despertar de una pesadilla están muy bien recogidos en los primeros párrafos, me parecen imágenes exactas y detalladas de la realidad, afortunadamente, no cotidiana. Me han gustado especialmente el severo encuentro que tiene la protagonista con el espejo y la aplicación de los aceites varios para animarse. Eso sí,  yo no conocía los polvos del Dr. Lithinés…" Santiago

7 ago 2011

¿Energía nuclear? No gracias. Keratom? Nein danke. Elisa envia un poema en el aniversario de Hiroshima.

¿Energía nuclear? No gracias. Keratom? Nein danke

 

 

Como el mismo tsunami que al final,

cuando desembocó rompiendo los diques

por el exceso de presión de la ola,

se abrió paso por última vez,

entre las Viejas Autoridades de Fukushima,

la voz del sabio hibakusha Hiro Shoko1.

 

Cómo fueron derrotados los que se reían,

cómo dejaron en suspenso, todos,

corazón y manos, cuando de una boca

surgió un fragor como el propio tsunami

al hablar ante El Consejo de Ancianos.

 

Y unos miles volvieron a quedar asombrados

como en el Gran Día del Mercado de Flores,

pero estaban dentro de él como las abejas,

dentro de los límites de sus cortas vidas.

 

Tanto temblaban que, aterrorizados,

indefensos, vencidos, se revolcaban

sin darse cuenta de que él, en Tokio,

llamaba por su cuenta al mar: "Detente!"

 

Y Neptuno, como un sirviente atemorizado,

sujetó las olas sobre la estirpe mortífera

hasta que las manos le hicieron daño, sólo

porque uno de ellos quiso que se detuviera.

 

Y este uno fue él, fue aquel viejo

de quién pensaban que ya no valía

porque ya tenía ciento diez años.

Alzándose, los hizo entrar a sus tiendas.

 

Fue como si la suave lluvia fuera granizo

sobre los tallos ya arrasados:

«¿Qué le queréis prometer a Neptuno?

Innumerables dioses os rodean

esperando que elijáis.

Pero, al elegir, Pangea os aplastará»

 

Y después, con orgullo incomparable dijo:

"Los de mi casa y yo todavía creemos

que podemos calentarnos con el Sol".

 

Todos gritaron: "Ayúdanos, y danos una señal

y fuerzas para esta elección "

 

Pero, como hacía años, lo vieron callado

subiendo hacia su ciudad fortificada

con naranjos.  Y luego ya nada más.

Esta fue la última vez.

                           Elisa R. Bach

 

1)Superviviente de Hiroshima.